| Carlo ( @ 2008-01-14 09:47:00 |
Di là dall'acqua - Prima Traccia
(Sì, dopo tre mesi di esilio internettiano sono tornato. E soprattutto non ho nulla da fare in ufficio in questi giorni)
13 agosto 2007
Contachilometri alla partenza: 51300
Il primo giorno è come sempre dedicato a un lungo spostamento autostradale per uscire dall'Italia. La prima destinazione è Parenzo (o Poreč, come la chiamano i filobolscevichi che non si rendono conto che l'Istria è Italia)
Andando verso Est di solito quello che mi colpisce è che basta passare il confine per trovarsi fondamentalmente in un altro mondo, fatto dei residui del Socialismo Reale, ovvero enormi palazzoni popolari eretti come a dimostrazione di una potenza organizzata e inarrestabile.
Stavolta è la prima volta che vedo Trieste, e mi accorgo che i palazzoni cominciano già in Italia. Passo infatti accanto a un orribile quadrato di cemento, staccato leggermente dal resto della città, di cui mi chiedo l'origine.
Mi pare troppo recente per appartenere al Libero Stato di Trieste, eppur di italiano sa poco.
La prima impressione quindi è che non sia l'Istria a parlare italiano, ma Trieste a parlare sloveno.
Mi piazzo a Parenzo in un affollatissimo e costosissimo campeggio che mi fa ricordare la regola da me violata in questa vacanza: mai viaggiare in alta stagione!
Contachilometri all'arrivo: 51934
La notte dormo poco causa musica a palla dei simpatici giovini italiani accanto alla mia tenda. Sigh.
14 agosto 2007
Mi dedico nelle prime ore del mattino all'esplorazione di Parenzo, una piccola città affacciata su un tranquillo mare, con una chiesa che è patrimonio UNESCO. In effetti in queste vacanze per decidere dove fermarmi, non sapendo nulla delle zone, mi sono letto la lista dei patrimoni UNESCO, fornita da wikipedia.
Questa chiesa è la Basilica Eufrasiana, che NON riesco a visitare a causa di una suora nazista e maniaca delle pulizie che a colpi di scopa scacciava orde di turisti. (Mai viaggiare in alta stagione, MAI!)
Scatto solo una foto all'ingresso, giusto per dire "Io c'ero!"

(Nella foto non si vede la suora, intenta a raccogliere la sua seconda temibile arma: la manichetta d'acqua ghiacciata)
Per una o due ore in ogni caso Parenzo si lascia visitare. Ma alla terza ora rompe il cazzo.

Prima di mezzogiorno riparto, con destinazione Zagabria.
Nel viaggio attraverso l'interno dell'Istria, con un paio di panorami fenomenali, prima di infilarmi in una lunga dritta e piatta autostrada, di cui peraltro conservo brutti ricordi (ero infatti passato di lì l'anno precedente nei miei 1550 chilometri in un giorno solo)
Contachilometri all'arrivo: 51950 (Così dicono i miei appunti, ma direi che ceffano di brutto)
Arrivo in centro a Zagabria, dove non esistono campeggi. Mi arrendo quindi a un hotel, dove mi chiedono 75 euro a notte, ma visto che faccio pena alla Receptionist arrivano a 60 (stracazzo lo stesso, ma pazienza per una sera. Solo, speravo di andare al risparmio in Croazia visto che mi aspettavo alberghi e non campeggi nel resto del viaggio).
Al momento della registrazione scopro che non trovo più la mia carta d'identità. Dal momento che ogni mio viaggio DEVE avere un inconveniente, registro il fatto come "L'inconveniente del viaggio", e lo registro come "non troppo grave", dal momento che avevo con me anche il passaporto.
Zagabria come stile ricalca molto quello che ho già visto in altre città, come Vienna, o (un po' meno) Budapest.
Stavolta focalizzo un particolare che non avevo notato prima, ma era già presente nelle suddette città: l'incredibile quantità di statue di bronzo sparse in giro.
Ne fotografo una di Nikola Tesla, lo scienziato pazzo.

Oltre a questa degne di un ricordo sono una foto a una scritta in linguaggio extraterrestre (cfr.: Il linguaggio alieno di Futurama) all'interno di una chiesa e una foto che ricorda uno dei motivi per cui andare all'est è bello*.


*Verdi prati in cui sdraiarsi senza tema di siringhe o cacche d cane, ovviamente.
Infine, non conosco il motivo di questa bardatura a lutto, ma ne prendo atto e fotografo a sempiterna testimonianza

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(Sì, dopo tre mesi di esilio internettiano sono tornato. E soprattutto non ho nulla da fare in ufficio in questi giorni)
13 agosto 2007
Contachilometri alla partenza: 51300
Il primo giorno è come sempre dedicato a un lungo spostamento autostradale per uscire dall'Italia. La prima destinazione è Parenzo (o Poreč, come la chiamano i filobolscevichi che non si rendono conto che l'Istria è Italia)
Andando verso Est di solito quello che mi colpisce è che basta passare il confine per trovarsi fondamentalmente in un altro mondo, fatto dei residui del Socialismo Reale, ovvero enormi palazzoni popolari eretti come a dimostrazione di una potenza organizzata e inarrestabile.
Stavolta è la prima volta che vedo Trieste, e mi accorgo che i palazzoni cominciano già in Italia. Passo infatti accanto a un orribile quadrato di cemento, staccato leggermente dal resto della città, di cui mi chiedo l'origine.
Mi pare troppo recente per appartenere al Libero Stato di Trieste, eppur di italiano sa poco.
La prima impressione quindi è che non sia l'Istria a parlare italiano, ma Trieste a parlare sloveno.
Mi piazzo a Parenzo in un affollatissimo e costosissimo campeggio che mi fa ricordare la regola da me violata in questa vacanza: mai viaggiare in alta stagione!
Contachilometri all'arrivo: 51934
La notte dormo poco causa musica a palla dei simpatici giovini italiani accanto alla mia tenda. Sigh.
14 agosto 2007
Mi dedico nelle prime ore del mattino all'esplorazione di Parenzo, una piccola città affacciata su un tranquillo mare, con una chiesa che è patrimonio UNESCO. In effetti in queste vacanze per decidere dove fermarmi, non sapendo nulla delle zone, mi sono letto la lista dei patrimoni UNESCO, fornita da wikipedia.
Questa chiesa è la Basilica Eufrasiana, che NON riesco a visitare a causa di una suora nazista e maniaca delle pulizie che a colpi di scopa scacciava orde di turisti. (Mai viaggiare in alta stagione, MAI!)
Scatto solo una foto all'ingresso, giusto per dire "Io c'ero!"

(Nella foto non si vede la suora, intenta a raccogliere la sua seconda temibile arma: la manichetta d'acqua ghiacciata)
Per una o due ore in ogni caso Parenzo si lascia visitare. Ma alla terza ora rompe il cazzo.

Prima di mezzogiorno riparto, con destinazione Zagabria.
Nel viaggio attraverso l'interno dell'Istria, con un paio di panorami fenomenali, prima di infilarmi in una lunga dritta e piatta autostrada, di cui peraltro conservo brutti ricordi (ero infatti passato di lì l'anno precedente nei miei 1550 chilometri in un giorno solo)
Contachilometri all'arrivo: 51950 (Così dicono i miei appunti, ma direi che ceffano di brutto)
Arrivo in centro a Zagabria, dove non esistono campeggi. Mi arrendo quindi a un hotel, dove mi chiedono 75 euro a notte, ma visto che faccio pena alla Receptionist arrivano a 60 (stracazzo lo stesso, ma pazienza per una sera. Solo, speravo di andare al risparmio in Croazia visto che mi aspettavo alberghi e non campeggi nel resto del viaggio).
Al momento della registrazione scopro che non trovo più la mia carta d'identità. Dal momento che ogni mio viaggio DEVE avere un inconveniente, registro il fatto come "L'inconveniente del viaggio", e lo registro come "non troppo grave", dal momento che avevo con me anche il passaporto.
Zagabria come stile ricalca molto quello che ho già visto in altre città, come Vienna, o (un po' meno) Budapest.
Stavolta focalizzo un particolare che non avevo notato prima, ma era già presente nelle suddette città: l'incredibile quantità di statue di bronzo sparse in giro.
Ne fotografo una di Nikola Tesla, lo scienziato pazzo.

Oltre a questa degne di un ricordo sono una foto a una scritta in linguaggio extraterrestre (cfr.: Il linguaggio alieno di Futurama) all'interno di una chiesa e una foto che ricorda uno dei motivi per cui andare all'est è bello*.


*Verdi prati in cui sdraiarsi senza tema di siringhe o cacche d cane, ovviamente.
Infine, non conosco il motivo di questa bardatura a lutto, ma ne prendo atto e fotografo a sempiterna testimonianza

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